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A PROPOSITO DI CELIACHIA

Laura Gogioso Blog della Salute Lascia un commento   , ,
A proposito di celiachia

Nel gennaio 2012 sulla rivista israeliana IMAJ in una review (Raanan Shamir. Can feeding practice during infancy change the risk for celiac disease? IMAJ – vol 14-January 2012 ) ci si è posta una domanda interessante: è in grado l’allattamento durante i primi mesi di vita di influenzare il rischio di celiachia?
Per dovere di cronaca si tratta di un quesito già trattato in passato e preso in considerazione da diversi gruppi di studio già negli anni 80 ed anche prima; questa review ha il merito di esporre con semplicità e chiarezza lo stato dell’arte su questo argomento, fornendo spunti per ulteriori discussioni. Ed è questo il motivo per cui desidero proporvela.

Gran parte di noi ormai conosce le caratteristiche della celiachia, malattia su base immunitaria propria di individui geneticamente predisposti, che manifestano sintomi gastrointestinali e sistemici indotti dall’introduzione con la dieta di glutine.
Ciò che appare chiaro agli addetti ai lavori è che la celiachia è una malattia decisamente più presente di quanto ritenuto, interessando lo 0,5% della popolazione totale, con incidenza in Italia di 1 soggetto ogni 100 – 150 persone. In Italia i dati forniti dall’Associazione Italiana Celiachia riferiscono di 85 mila celiaci diagnosticati, 400 mila potenziali, 5000 nuove diagnosi ogni anno, 2800 nascite di bambini celiaci.

Attualmente l’unico trattamento possibile rimane quello di eliminare glutine dalla dieta per tutta la vita. In questo quadro ciò che non è trascurabile è rappresentato dall’elevato impatto economico della celiachia sulla società attuale; ecco che a questo punto trovare una forma di prevenzione possa rappresentare una strada corretta da imboccare, non solo per il paziente, per il quale i vantaggi sarebbero ovvi, ma anche per una riduzione dei costi a livello sociale.
In questa review si è voluto fare il punto relativamente alle evidenze disponibili degli effetti dell’allattamento durante l’infanzia sul rischio di sviluppare la malattia celiaca.
Sono stati trattati dal punto di vista scientifico i benefici del latte materno rispetto al latte formulato, ponendo l’accento sulla capacità di esso di permettere un corretto sviluppo dell’apparato gastrointestinale del neonato, inducendo, nello specifico, tolleranza al glutine. Permettendo inoltre una riduzione significativa degli episodi di gastroenterite acuta e della permeabilità intestinale, agisce sui fattori di rischio tipici della malattia celiaca. In ultimo, ma non meno importante, la capacità del latte materno di favorire un corretto sviluppo della flora batterica intestinale. Possiamo affermare quindi che il latte materno ha sicuramente un’azione diretta, “presentando” la gliadina (la proteina presente in percentuale maggiore nel glutine) all’intestino del neonato, in quantità e tempi biologici, oltre ad agire indirettamente sulle cause di insorgenza correlate.
Risulta quindi importante determinare:
durata minima dell’allattamento
periodo corretto di introduzione del glutine nel bambino.
In attesa dei risultati dello studio PREVENTCD (www.preventcd.com), voluto dall’Unione Europea e in seguito al quale si vuole determinare in maniera conclusiva sia l’effetto dell’allattamento, che l’età di introduzione del glutine sull’insorgenza della malattia celiaca, rimangono validi i dati del 2009, forniti dalla commissione sulla nutrizione della Società Europea ESPGHAN (www.espghan.med.up.pt), secondo cui sia l’introduzione precoce (prima dei 4 mesi) che tardiva (dopo i 7 mesi) di glutine dovrebbe essere evitata e che il glutine deve essere introdotto con la dieta durante il periodo di allattamento.

Ciò che ci deve lasciare la lettura di questo articolo è che come sempre seguire la natura e le regole in essa insite è un gesto di sicura saggezza.

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