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LA MARATONA DI NEW YORK: ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

Laura Gogioso Mondosport 2 Commenti ,

Il mitico Filippede, con la sua eroica corsa dalla piana di Maratona alla città di Atene al fine di annunciare al popolo l’attesa vittoria sui Persiani, ha per primo associato alla folle corsa il significato della vittoria stessa; tanto che partecipare alla maratona  rappresenta per i più non un evento agonistico vero e proprio, ma un appuntamento con sé stessi, un controllo inconscio della propria capacità di esistere, un metaforico grido di vittoria del proprio io.

I 42 Km e 195 metri della maratona, termine divenuto sinonimo di immane fatica e di impresa estrema, diventano il percorso passato e futuro della propria esistenza. Ogni passo un ostacolo superato, il passo da compiere il futuro dell’oggi e i chilometri che mancano alla meta il futuro del domani. Il percorso della maratona diventa metafora della vita e arrivare alla fine significa gridare a sé stessi ho vinto! e al mondo intero io esisto!. Doversi fermare prima del previsto in un tale contesto non rappresenta la sconfitta, ma una pausa necessaria di riflessione: c’è ancora bisogno di lavorare su sé stessi, sul proprio io dominante, sulla propria capacità di soffrire.

Affrontare la maratona rappresenta “la sfida” e correre quella di New York aggiunge il significato simbolico del nuovo mondo, l’innovazione, il progresso, il vero futuro. Il fascino della maratona di New York raccoglie quindi tanti significati, alcuni davvero particolari e propri di essa, che fanno si che per molti di noi debba diventare l?appuntamento di una vita…almeno una volta nella vita!

Prepararsi alla maratona di New York può quindi diventare la pietra angolare su cui costruire o ricostruire l’essenza stessa della nostra persona. Partecipare al gruppo, collaborare, scambiarsi uno sguardo…altro non è che umanità allo stato puro. astrazione ed elevazione di essa.

Correre la maratona di New York può rappresentare più semplicemente l’occasione, l’occasione della vita, l’occasione di cambiare la vita. Il percorso per arrivare alla maratona è esso stesso una maratona: è necessario allenare il nostro corpo a soffrire la fatica, la solitudine e a reagire alle inevitabili difficoltà. Bisogna fortificare il proprio organismo con l’allenamento fisico, nutrirlo e idratarlo per metterlo nelle condizioni fisiologiche ottimali.

Lavorare in equipe diventa uno strumento in più che può permettere di realizzare il grande sogno. Insieme possiamo farcela…“New York aspettami!”

2 Risposte a LA MARATONA DI NEW YORK: ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

  1. giorgio cimurri

    ho corso 7 volte la maratona di NY, la prima nel 1982, eravamo 200 italiani. Confermo tassativamente che una volta nella vita quella di NY bisogna correrla.
    saluti
    gc

     
  2. GIAN CARLO SORMANI

    Ero anch’io tra i duecento nel 1982 a New York, poi ci tornai altre due volte!
    Emozione sempre nuova e sempre grande! In Harlem, bisognoso, entrai in casa di un tipo (uso il dialetto riminese: “l’era un tizie de Borg San Zulien ad Remin !!!”
    Il mondo…. alfine è piccolo!

     

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