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PARLIAMO DI ALLERGIA E INTOLLERANZE

Laura Gogioso Mondosport, Tennis Lascia un commento   , ,

Mangiare è sempre un piacere?

Sono trascorse poche settimane dal successo schiacciante di Djokovic agli Australian Open, torneo dominato dalle capacità tecniche del numero uno del mondo, ma che ha messo in evidenza soprattutto il suo enorme strapotere fisico. Ma ci basta tornare indietro di qualche anno, era il 2012, per rivedere nei nostri occhi lo stesso Nole crollare a terra dopo uno strenuo scambio con Nadal e mostrare a tutti gli appassionati la sua sofferenza.Allergie e intolleranze

Ebbene, una serie di indagini portarono all’identificazione del problema, un’intolleranza al glutine, massicciamente presente nella quotidiana alimentazione di Djokovic, che provocava una serie di malesseri diffusi, riassumibili principalmente in stanchezza cronica, dolori muscolari, difficoltà di recupero e sintomi asmatici sotto sforzo.

Può essere il cibo la causa di una prestazione inferiore alle attese? Osservando il fenomeno serbo, siamo portati a dire di si! E’ necessario tuttavia fare un po’ di chiarezza, al fine di evitare di farci coinvolgere in facili entusiasmi e soluzioni poco ortodosse. Il primo passo è distinguere fra allergia e intolleranza e, nell’ambito delle intolleranze, fra deficit enzimatici e reazioni “ritardate”, strettamente, queste ultime, dose dipendente. Dalla diagnosi seguirà un percorso nutrizionale e dietetico decisamente differente, comportando nel caso di una allergia “classica” l’eliminazione dell’alimento o gruppo di alimenti, in seguito all’ingestione dei quali emergono sintomi ben specifici: orticaria, eczemi, gonfiore, difficoltà respiratorie, che richiedono un intervento immediato, pena nei casi più gravi il rischio di shock anafilattico.

Apparentemente più complesso il trattamento delle intolleranze, per le quali il primo passo sta nell’escludere la presenza di un deficit enzimatico, quello della lattasi il più noto e diffuso, che non comporta alcun tipo di reazione su base immunitaria, ma che è dovuta ad un’incapacità nel digerire un determinato alimento, nello specifico il lattosio. allergie e intolleranzeRappresenta invece un vero e proprio mondo, a volte un po’ confuso per i non addetti ai lavori, la gestione delle intolleranze “ritardate”, imputabili teoricamente a qualsiasi alimento, il cui effetto sul soggetto è variabile, dalla stanchezza inspiegabile, a disturbi digestivi e intestinali, a cefalee perduranti e improvvise, per scendere nello specifico dell’atleta a cali di prestazione e incapacità a sostenere i ritmi di allenamento. Si tratta di un vero e proprio accumulo di tossine nell’organismo, che genera infiammazione, ritenzione idrica e malassorbimento intestinale, di cui la manifestazione sintomatica rappresenta il segnale tangibile che qualcosa non va. Il trattamento nutrizionale consiste nel recuperare la tolleranza verso i cibi incriminati, valutati grazie a test specifici: una dieta a rotazione, nella quale la presenza del nutriente o dei nutrienti non tollerati sia limitata e circoscritta su base settimanale a uno o due giorni al massimo, permette di ristabilire in tempi più o meno lunghi una situazione di normalità, riducendo progressivamente l’intossicazione sistemica.

 

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