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VIVIAMO IN UN AMBIENTE CHE CREA OBESITA’?

Laura Gogioso Blog della Salute Lascia un commento   , , , , ,

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare! Pare che questo detto calzi a pennello anche in ambito nutrizionale. Alla disperata ricerca di un metodo finalmente risolutivo sul problema dell’obesità incipiente, ci si è accorti (sigh!) che l’ambiente in cui viviamo è esso stesso obesogenico: in pratica indirizza la popolazione e soprattutto i bambini ad acquisire abitudini e stili di vita “ingrassanti”. Tutto ciò conduce ad una minore efficacia e addirittura al fallimento di tutti quei progetti e approcci che non tengano in conto di una variabile, l’ambiente circostante, così potente.

Non è infatti facile per gli individui, siano essi adulti bambini o, più estesamente, gruppi familiari, applicare insegnamenti positivi se l’ambiente circostante induce e promuove comportamenti diretti verso un alto consumo energetico e una vita sedentaria. ambiente obesitàE’ lecito allora chiarire cosa si intende per ambiente obesogenico:

 la somma delle influenze che l’ambiente circostante, le opportunità e le condizioni  di vita hanno sulla promozione dell’obesità negli individui e nelle popolazioni

Questa definizione allarga l’orizzonte, comprendendo nell’insieme “ambiente circostante” non solo il microambiente (scuola, famiglia,…) ma anche il macroambiente (progetti sanitari, educativi, governo, industria alimentare e tendenze sociali), tutti componenti decisamente meno sotto il controllo dell’individuo.

Della serie, se lo conosci lo eviti, proviamo ad elencare in maniera più dettagliata questi “determinanti obesogeni ambientali, con riferimento specifico a quelli che influiscono sui bambini di età inferiore agli 8 anni. Sembra infatti, con un consenso che diventa sempre più ampio ricerca dopo ricerca, che l’età più appropriata nella quale procedere con un intervento anti-obesità sia quella della prima infanzia, più precisamente dalla nascita agli otto anni. E’ questo infatti il periodo di vita critico relativamente all’assunzione di uno stile di vita più o meno corretto.

Ecco quindi la lista di tutti i comportamenti/stimoli obesogeni studiati:

  • ABITUDINE AL CONSUMO DI CIBI PRECONFEZIONATI E DI CIBO SPAZZATURA
  • DESIDERIO DI CIBI ALTA PALATABILITA’
  • DOMANDA DI CIBI FACILI DA PREPARARE E IN PORZIONE INDIVIDUALE, LEGATO AL LAVORO IMPEGNATIVO E AL MINOR TEMPO A DISPOSIZIONE DELLE MADRI
  • PUBBLICITA’ ALIMENTARE, CHE COMPRENDE L’IMPATTO DELLA TELEVISIONE: E’ STATO DIMOSTRATO CHE QUESTA VARIABILE E’ IN GRADO DI ALTERARE LE PREFERENZE ALIMENTARI DEI BAMBINI
  • PORZIONI ABBONDANTI, CON L’OVVIA CONSEGUENZA DI UN AUMENTO DELL’IMPATTO ENERGETICO
  • SPUNTINI ALTAMENTE ENERGETICI
  • CONSUMO DI BEVANDE ZUCCHERATE E DI SOFT-DRINK IN GENERE
  • FREQUENZA DELLE USCITE AL RISTORANTE, FAST-FOOD E SNACK BAR
  • MENSA SCOLASTICA

Alla fine di questa lettura potremmo dire, ok, che scoperta!, ma in pratica?

Appurato che gli interessi economici, che promuovono e fanno sì che sia utopistico eliminare gli stimoli ambientali obesogeni, ritengo che diventi fondamentale, in attesa di una Mrs Obama italiana e di validi progetti progetti ministeriali a largo respiro, aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza delle famiglie.

In fondo lo sappiamo tutti che l’acqua è meglio della cola a tavola, che il pan di spagna morbido lo possiamo fare anche noi, che un pò di rosmarino lo possiamo tritare da soli e metterlo sulle cosce di pollo prima di infornare….la lista di comportamenti che possiamo modificare da soli è lunga a piacere!

Ieri sera ho cucinato il salmone: il pescivendolo mi ha preparato un grosso filetto, io mi sono limitata ad accendere il forno e a rivestire  di carta forno la teglia. A fine cottura l’ho condito con sale, olio e succo di limone. E’ bastato per tre. Assieme a frutta e insalata fresca, che ho lavato mentre si cuoceva il pesce, in tutto abbiamo atteso 20 minuti. Avrei potuto scegliere i filetti di salmone surgelati nell’apposito sacchetto insaporitore…le azioni (accendere il forno) e l’attesa (20 minuti) sarebbero stati gli stessi ma il gusto, il costo finale e la naturalità del piatto non credo proprio!

 

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